La conta dell’orrore.

Ci stiamo abituando all’orrore. Ogni volta che ci giunge la notizia di un nuovo massacro la nostra indignazione è un po’ più flebile, attutita e sbiadita dal’”abitudine”. E’ come se ad ogni conta i morti riversi sul pavimento del nostro … Continua a leggere

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Ma chi te conosce? (Dis)Avventure nel magico mondo delle PMI.

Vent’anni di carriera da manager di multinazionale sono duri da scontare, ma giuro che ci ho impiegato al massimo un paio di settimane per capire che nella mia nuova vita da imprenditrice del magico mondo delle PMI italiane avrei dovuto drammaticamente abbassare le mie aspettative nei confronti degli interlocutori – fornitori, consulenti o dipendenti che fossero. Tuttavia dopo sei anni ancora mi capita di chiedermi quanto basse debbano essere queste aspettative per non rimanere di stucco…

La scorsa settimana telefonano per informarmi su una nuova app con geolocalizzazione delle attività sul quartiere e, forse perché mi sorprendono in un momento di debolezza, accetto di fissare un appuntamento con la “responsabile di zona” per la presentazione. Ieri mi telefonano di nuovo per confermare l’appuntamento di oggi e la cosa mi pare positiva.

Oggi si presenta la signora in questione con 20 minuti di anticipo mentre sto mangiando appoggiata al bancone leggendo la posta dal mac.

“Cerco Barbara…”. Io le faccio un cenno, deglutendo.”Non ti preoccupare sono arrivata in anticipo”, mi dice, “finisci con calma ti aspetto fuori”. Ed esce.

Finisco di mangiare, ma non posso fare a meno di rilevare la confidenza con cui la tipa mi ha chiamato per nome dandomi del tu…Ma tant’è! Non sono più la mega manager che al fornitore che azzardava “Ci diamo del tu..?” rispondeva immancabilmente “Preferirei di no”, suvvia! questo è il magico mondo delle PMI!!!

Finisco velocemente e la raggiungo chiedendole di sedersi dentro al fresco. Ci sediamo, le offro un caffè che lei rifiuta mentre tira fuori dalla mega cartella materiale vario.“Sai ” mi dice,  “questa è un’azienda di Modena esperta principalmente di mappe…”

Non si è neanche presentata. E parte con uno sproloquio su mappe turistiche che hanno da un lato il centro storico e dall’altro nientepopòdimenoche… l’Eur! (?)

Mi mostra le mappe e mi dice che ne “Loro” ne stamperanno 30.000 che verranno distribuite in ogni dove etc etc. Poi tira fuori un pannello con un rendering di cartelloni con le medesime mappe che “Loro” appenderanno negli uffici postali (…uh?), e non so dove altro. Senza considerare che mi sfugge del tutto il senso commerciale di questa cosa, la mia attenzione si sofferma sul fatto che non usa mai la prima persona plurale, mai un “noi”.

Comunque comincio a fremere perché di app non se ne parla. “Ma scusa ma non si trattava di un app” ?

“Sì sì c’è anche l’app…ma non posso fartela vedere…”

“E perché non puoi farmela vedere? Ho preso l’appuntamento per questo..”

“Sì … sai ho il telefono scarico…comunque adesso ci provo…”

E mentre lancia l’app mi dice “Sta andando benissimo …abbiamo un sacco di installazioni…e sai una cosa nessuno la disinstalla!…hanno pure scritto un articolo su Repubblica”

Il telefono non riesce a caricare l’app. “…non so perché non carica …forse non c’è campo..(Il campo indicato dal telefono è totale)

“…comunque funziona così… si apre la mappa e vengono indicati i posti di quelli come te che hanno aderito al “progetto” e poi tu ci clicchi sopra e si apre la tua scheda con le foto…puoi mettere fino a 14 foto …”

“Si ma scusa…qual’è il valore aggiunto rispetto ad altre app tipo “aroundme”?

E lei “…eh?…cos’è Aroundme?”

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Non ci posso credere!

Dopo una veloce spiegazione su aroundme insisto “Allora perché un utente dovrebbe scaricare questa app?”

“…eh…perchè ci puoi mettere le foto del tuo locale…e poi guarda ci hanno pure scritto un articolo su Repubblica”

“Lascia perdere le mie foto…ma perché un UTENTE dovrebbe scaricarla???”

“…eh…guarda la stanno scaricando in tantissimi…è gratis…il trend è pazzesco….nessuno la disinstalla…è uscito pure un articolo su Repubblica…ah! e ci puoi pure chattare!! Con aroundme puoi chattare???”

“Vabbè lasciamo perdere…me la guardo da me…quanti sono i download ad oggi?”

“Più di 5.000!”

Io: “All’Eur?”

Lei: “…eh…no…”

Io: “A Roma??”

Lei: “…eh…no…”

Io: “ok 5000 in Italia…quindi se mi va bene 3 o 4 vivono all’Eur”

“…eh …ma il trend è altissimo…nessuno la disinstalla…hanno pure scritto un articolo su Repubblica…”

A questo punto, anche se penso che abbiamo già toccato il fondo, non si sa mai…ed io ci tengo proprio a scavare…

“Allora dimmi…quanto costa il “progetto”?”

Si allarga in un sorriso e dice “€xxxx per due anni!!!”

“E cosa mi date per questa cifra?”

E mi ripete 30.000 mappe, cartelloni in ogni dove, l’app (ma se non mi interessa non importa tanto è inclusa!)…etc per due anni

“Ok allora mi mandi un contratto con scritte queste cose?”

“Eccolo il contratto!” E mi mostra un contrattino di una pagina.

“E dov’è il piano marketing? Qui c’è scritto quello che mi impegno a fare io, non quello che farete voi…”Unknown-1.jpeg

“Ma quello te l’ho detto io…e poi guarda che “loro” sono un’azienda seria…tra l’altro i soldi mica li devi dare subito…solo dopo che hanno stampato le mappe…”

“Scusa, tu vieni qua a chiedermi dei soldi tanti o pochi che siano, ma mi vuoi mettere per iscritto cosa farai in cambio di quei soldi???”

“Ma scusa io te l’ho già detto…hai la mia parola…fidati!”

images.pngTiro un lunghissimo sospiro…conto fino a 3….ma non ce la faccio

“Scusami tanto…dirò una cosa spiacevole…ma non prenderla a livello personale…

…MA A TE CHI TE CONOSCE?!?!”

Se ne è andata offesa ed indignata.

 

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Avete mai chiesto a vostra sorella se è mai stata molestata?

Avete mai chiesto a vostra sorella, a vostra madre, a vostra zia, alla vostra collega, alla vostra amica d’infanzia, a vostra moglie, alla vostra fidanzata… se è mai stata molestata? Ebbene abbiate il coraggio di farlo e di ascoltare la risposta. … Continua a leggere

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Correndo, correndo. Pensieri in libertà.

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USA 1860-1900 vs Italia 2016: corrispondenze (ovvero dei corsi e ricorsi storici)

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Dopo il family day e le perle di saggezza che ascoltiamo in questi giorni in Senato da chi si oppone al DDL Cirinnà, vorrei fare un giochino. Trova le corrispondenze. ITALIA 2016 – “Il matrimonio serve per procreare, gli omosessuali non possono … Continua a leggere

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01 Maggio 2015 – Festa dei diritti tra gioia e censura

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Destra-Sinistra: la salute cagionevole dei lavoratori italiani.

Le parole, definiscono il mondo, se non ci fossero le parole, non avemmo la possibilità di parlare, di niente.

Ma il mondo gira, e le parole stanno ferme, le parole si logorano invecchiano, perdono di senso, e tutti noi continuiamo ad usarle, senza accorgerci di parlare, di niente.

Giorgio Gaber – Destra – Sinistra 1995

Io mi ritengo persona di sinistra, lo sono sempre stata, ed infatti per selezione naturale, non certo per scelta razionale, la stragrande maggioranza dei miei amici vota a sinistra.  Negli ultimi tempi mi capita spesso di discutere sul concetto di Sinistra e l’occasione immancabilmente sono le misure in merito alla legislazione sul diritto del lavoro, jobs act, articolo 18 o temi relativi ad efficienza, produttività, costo del lavoro, flessibilità. In queste discussioni capita che i miei interlocutori inorriditi definiscano le mie idee Renziane e di Destra (ovviamente pronunciando entrambe le parole con una smorfia) perché mi ritrovo a mettere in discussione dogmi o professioni di fede.

Allora, tanto per cominciare bene l’anno, vorrei attirarmi gli strali del mondo social affermando che secondo me è assolutamente di sinistra chiedere che, al sacrosanto diritto di indennità di malattia del lavoratore, corrisponda la possibilità di licenziare chi finge di essere in malattia o se la prende comoda per un raffreddore.

Al di là dei casi di cronaca di questi giorni che rasentano il grottesco – con l’83% dei vigili romani assenti per malattia o donazioni di sangue il 31 Dicembre – nel nostro paese il tasso di assenteismo (% di ore di assenza sul totale di ore lavorabili) è elevatissimo:

I lavoratori italiani sono di salute molto cagionevole rispetto ai loro colleghi degli altri paesi…

Mi si dice che il problema non è il sistema, ma il malcostume diffuso degli italiani. Ma un sistema che non ha la capacità di evitare gli abusi – ed anzi li tutela – non funziona e va cambiato. E va cambiato nell’interesse della collettività, dei lavoratori onesti ed anche degli imprenditori  che rischiano con i propri soldi per creare economia e posti di lavoro (a coloro che detengono il titolo di campioni delle idee di sinistra vorrei ricordare che esiste anche il diritto di impresa e non si diventa destra a nominarlo, così come non si diventa di destra se si fa un bagno invece che la doccia…) 

Il tutto si basa sulla connivenza tra lavoratori ladri  (perché chiamiamo le cose come sono: rubano all’inps, rubano al datore di lavoro e rubano ai colleghi) e medici di base. Perché per ogni lavoratore che sta a casa quando potrebbe e dovrebbe andare a lavorare c’è un medico che dispensa certificati nella migliore delle ipotesi con leggerezza, a volte invece semplicemente senza curarsi di visitare i pazienti come previsto dalla legge: ed è quindi complice di questo furto.

E quali strumenti di difesa sono previsti? Quali correttivi? Quali sanzioni?

Parliamo delle visite fiscali. Sono effettuate a pagamento su richiesta del datore di lavoro, oppure d’ufficio a carico della fiscalità. Quante volte una visita fiscale regolarmente effettuata riduce la prognosi indicata dal medico curante? Nel caso delle visite richieste dal datore di lavoro solo nel 5,5% dei casi mentre in quelle d’ufficio nel 9% dei casi (il che oltre ad evidenziare una “singolare” correlazione statistica tra tipo di esito e soggetto richiedente, sembra avvalorare l’altrettanto singolare ipotesi della cagionevole salute italica).

Ma il paradosso maggiore è che se un lavoratore è talmente incauto da non farsi trovare a casa a seguito di una visita fiscale non può essere licenziato. Il datore di lavoro può emettere una sanzione disciplinare, il lavoratore presenterà la sua difesa ed immancabilmente addurrà validissime motivazioni per cui non era in casa – molto probabilmente vi dirà che era andato dal medico – lo stesso che gli aveva fatto il certificato medico in origine.

E comunque una sola sanzione disciplinare non costituisce motivo per il licenziamento.

Mi si dice, in realtà il datore di lavoro può licenziare è che deve mettere in conto il rischio di andare in causa e di perderla. Ok. Mi spiegate perché per licenziare un lavoratore che chiaramente approfitta del sistema, dei colleghi e dell’Inps devo caricarmi di costi di avvocati e correre il rischio di perdere la causa? Ergo mi tengo il lavoratore ladro…

La difesa dogmatica dello status quo – molto di “sinistra” – prosciuga le casse dell’Inps, nei periodi di crisi ammazza le aziende, salvo quelle che spostano i siti produttivi all’estero, e disincentiva gli investimenti in Italia.

Non c’è una contrapposizione tra la tutela del lavoratore onesto che si ammala e la reale possibilità di licenziamento delle sanguisughe del sistema (che a suon di statistiche producono circa il 50% delle ore di malattia). Ha o non ha dignità di fregiarsi del titolo di idea di sinistra un’azione che consenta di ridurre i costi per l’inps  e di colmare un po’ del gap di produttività delle nostre aziende, così garantendo le prestazioni previdenziali ed i posti di lavoro dei molti lavoratori onesti? Ed i primi a voler vedere cambiare le cose sono proprio loro: i milioni di lavoratori onesti e responsabili che vanno a lavorare e devono farlo anche per i loro colleghi che se ne stanno a casa per un raffreddore o semplicemente perché è Lunedì.

La storia ci dirà quanti dei vigili romani del 31 Dicembre verranno licenziati nel frattempo torno ad ascoltarmi Gaber…

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